24/05/2010
voi che acqua siete?
Sarà per i redditi più bassi, sarà per l’attenzione sempre più alta all’impatto ambientale, ma gli italiani scoprono che l’acqua del rubinetto non è poi così male e la bottiglia di minerale (liscia o gassata?) non è più una presenza obbligatoria sulla nostra tavola.
Ecco quindi che l’acqua del rubinetto diventa un modo per risparmiare denaro, per ridurre l’uso della plastica, per evitare le emissioni prodotte dai mezzi che percorrono centinaia di Km dalle fonti ai magazzini, dai magazzini ai negozi e poi, siamo noi, dai negozi alle case.
E le acque con caratteristiche davvero particolari tornano forse ad avere un senso – penso alle acque per l’infanzia, o con proprietà specifiche e testate – per il loro reale contributo a benessere e salute.
E voi siete “da bottiglia” o “da rubinetto”? Non potete rinunciare alle bollicine o al piacere di tracannare direttamente dalla bottiglia?
Pensate che ambiente e portafogli meritino la vostra attenzione?
Raccontateci di che acqua siete.
Lasciate un commento per dire cosa ne pensate oppure mandate un vostro post a hello@greenbean.it, saremo felici di pubblicarlo.
E per sapere che acqua siete potete fare il test che trovate qui.
Ecco quindi che l’acqua del rubinetto diventa un modo per risparmiare denaro, per ridurre l’uso della plastica, per evitare le emissioni prodotte dai mezzi che percorrono centinaia di Km dalle fonti ai magazzini, dai magazzini ai negozi e poi, siamo noi, dai negozi alle case.
E le acque con caratteristiche davvero particolari tornano forse ad avere un senso – penso alle acque per l’infanzia, o con proprietà specifiche e testate – per il loro reale contributo a benessere e salute.
E voi siete “da bottiglia” o “da rubinetto”? Non potete rinunciare alle bollicine o al piacere di tracannare direttamente dalla bottiglia?
Pensate che ambiente e portafogli meritino la vostra attenzione?
Raccontateci di che acqua siete.
Lasciate un commento per dire cosa ne pensate oppure mandate un vostro post a hello@greenbean.it, saremo felici di pubblicarlo.
E per sapere che acqua siete potete fare il test che trovate qui.

Ciao!
A.
Ho fatto il test, e mi dice che sono una da acqua in bottiglia. Beh, non è esattamente così. In realtà sono per la par condicio: un po’ e un po’, ma quando scelgo il rubinetto forse non è per le ragioni giuste (da cui il severo responso).
Quando ero piccola esisteva solo una marca di acqua minerale, la Sangemini, per i bambini. Poi, superata l’età , rubinetto, non era neanche da mettere in discussione. Però ero anche fortunata: l’acqua della mia città , all’epoca, era classificata tra le migliori d’Europa, e ogni tanto, d’estate, si poteva fare una gita alle fonti, a una trentina di chilometri, e dopo il pic nic sui prati in riva al lago ci si portava a casa un piccolo carico di acqua minerale, così, gratis.
In realtà ho iniziato molto tardi a bere acqua in bottiglia. A Milano, per la precisione, dove l’acqua del rubinetto non è solo lontana da quella della mia infanzia, ma in alcune zone richiede davvero una buona dose di coraggio per essere ingurgitata.
Per anni non ho considerato l’alternativa. Adesso sì. Complici i 5 piani senza ascensore in cima ai quali ho costruito il mio nido, e un bambino ormai grande che mi svincola dall’effetto doveristico del consumo di acqua in bottiglia. Certo, arrivarci non è stato facile, e le considerazioni che ho fatto non sono state esattamente di carattere ecologico – quelle sono arrivate dopo, quasi a supportare una scelta già fatta per altri motivi.
Come prima cosa mi sono informata sui depuratori da applicare direttamente al rubinetto. Ho sentito diversi fornitori, e poi ho fatto tutte le mie belle ricerche in rete: bocciati (non i fornitori, i depuratori). Poi, un po’ perché ormai ero entrata nel trip del “basta con ‘ste bottiglie da tirare su� e un po’ perché ne ho sentito parlare bene, ho comprato una caraffa di quelle che depurano l’acqua e (almeno in teoria) ne correggono il sapore.
Il risultato: il sapore è sicuramente più sopportabile, ma comunque ben lontano da quello dell’acqua in bottiglia. Ma c’è anche un side-effect che proprio non avevo previsto: bevo molto meno. Sarà perché tenere una-caraffa-e-un-bicchiere vicino al computer non è sexy come tenere una bottiglia e basta; sarà perché non ho sempre la pazienza di aspettare che la caraffa faccia il suo lavoro; sarà proprio perché, in fondo, il sapore non è un granché, a volte arrivo a sera disidratata (e io bevo anche 2 litri di acqua al giorno, in condizioni normali).
Così ho trovato la mia strada: un po’ e un po’. Quando mi faccio consegnare la spesa a casa non rinuncio mai a una ricca fornitura di bottiglie, altrimenti ciccia, si va di caraffa. E mi sento anche più buona.
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